Ghiaccio

Roccia Nera via Ice fresser

Domenica 31 agosto 2014 ore 5,00.

Robi " a chi è caduta la frontale ? Claudio e Davide si toccano il casco e anche io controllo, ma l'abbiamo tutti...

Robi "ho visto rotolare giù per il pendio una luce e si è fermata vicino alla traccia.... E' forse di Daniele che ha appena finito di imprecare ?"

Davide " ma chi ha appena fatto una foto?"

Robi " io" e mentre lo dico mi tocco il taschino del pile dove tengo la macchina foto, trovandolo aperto.... 

Ma cominciamo dall'inizio!

Vedo una foto postata da Lorenzo Debe su Facebook della goulotte Ice Fresser aperta da Grassi e Fayolle nell'agosto del 1987 alla Roccia Nera; è stata salita il 24 agosto con buone condizioni; impreco contro il mio infortunio al piede che ormai mi tiene fermo da quasi 7 settimane e penso che mi perderò anche questa salita. Il piede mi fa ancora male e a parte delle camminate condite da qualche giro in bicicletta, non ho idea di come reagirebbe a uno sforzo più intenso: ho paura di non farcela o di peggiorare la mia situazione !

Ma ormai il "tarlo" sta lavorando...

Potrebbe essere l'occasione per testare il piede, si sale con gli impianti da Cervinia fino a Plateau Rosà, poi si risalgono le piste a piedi e si raggiunge il colle del Breithorn, dove con un lungo diagonale e qualche saliscendi si raggiunge il bivacco Rossi Volante con un totale di circa due ore e mezza e l'attacco della goulotte praticamente è fuori dalla porta del bivacco: 15 minuti e si può cominciare ad arrampicare ! Mi serve solo il compagno, praticamente all'istante Daniele Frialdi accetta l'invito, lo estende a Claudio Inselvini e il quarto sarà Davide Maioloini che non conosco.

Decido di usare gli sci corti per l'avvicinamento, mi dovrebbero far forzare meno il piede e in discesa sarò più veloce. Arriviamo al colle del Breithorn verso le 15,00 e mentre facciamo un break ristoratore ne approfitto per guardarmi attorno: ed è passato diverso tempo dall'ultima volta che sono salito da questo versante e anche se le nuvole ci impediscono di vedere il Cervino la vista è sempre stupenda, siamo su terreno di alta montagna e neve e ghiaccio fanno i padroni sulle numerose cime circostanti che superano i 4000 metri : la cima occidentale del Breithorn (m. 4165) è in primo piano e lascia intravedere una piccola parte della seraccata che sale dalla maestosa e imponente parete nord;  a ventaglio si aprono gli altri due Breithorn (centrale m. 4160 e orientale m. 4141) che con una affilata ed esposta cresta danno origine alla classica traversata che arriva fino alla Roccia Nera, dove, poco sotto la cima sorge il bivacco Rossi Volante (m. 3750), le tre cime vengono interrotte solo momentaneamente dal passo della Porta Nera o Schwarzthor che da accesso al territorio svizzero. La vista si ferma ora sul Polluce che con la sua via normale non difficile porta alla cima di 4091 metri, alla base della  tormentata e glaciale parete est giacciono sparsi i resti di alcuni seracchi, testimoni che la loro continua spinta verso il basso prima o poi si trasforma in crollo.

Appena a destra il colle di Verra (m. 3848) fa da spartiacque al Castore (m.4221), che presenta la parete est senza la minima traccia di ghiaccio vivo, l'inverno ricco di copiose nevicate e l'estate inesistente hanno lasciato tutto ammantato di bianco; da amante dello sci ripido immagino discese possibili dalle due vette con condizioni perfette ad agosto ! Ora il nostro cammino è in discesa ma il peso dello zaino anche oggi è notevole; attrezzatura da ghiaccio, da roccia, cibo, materiale per la notte gravano sulle spalle e si fanno sentire nell'ultima  salita che conduce al bivacco; il fisico sta  cercando di adattarsi alla quota ma, nell'arco di poche ore siamo saliti da poco più del livello del mare fino a quasi 4000 metri e questa cattiva acclimatazione certo non aiuta!

Il bivacco è affollato, prima di sera ci troveremo ad occuparlo in 19 persone e i suoi soli dieci posti letto fanno riscaldare gli animi tra  Piemontesi e Bergamaschi e, nel giro di pochi minuti diventano minacce di colpi di piccozza. Fortunatamente la questione si risolve con i due Piemontesi che dormiranno per terra a fianco di Claudio che preventivamente si è portato un materassino.

Al bivacco parliamo con gli occupanti delle rispettive destinazioni, c'è chi farà la traversata dei Breithorn, alcuni hanno scelto la Bernardi Grassi alla parete nord della Roccia Nera e altre cordate vorrebbero fare la stessa nostra salita, ma rinunciano poiché ieri a mezzogiorno una cordata si è ritirata dal secondo tiro a causa delle condizioni proibitive del ghiaccio e delle scariche di pietre dall'alto .... A quell'ora noi prevediamo salvo imprevisti di essere  già  alla fine della salita e per questo la  sveglia suonerà alle 3,30. Alle 4,15 scendiamo dal bivacco e in dieci minuti siamo alla base del pendio nevoso che da acceso al canale e che conduce al primo risalto di ghiaccio, Daniele è pronto e mentre io ridiscendo fino al pianoro sottostante per recuperare la macchina fotografica, lui attacca il primo tiro con  il suo compagno che sarà Davide, io, dopo circa vent'anni rifarò volentieri cordata con il mio vecchio compagno Claudio.

Ore 5,15: la difficoltà tecnica della salita non è altissima, ma l'arrampicata da subito non è banale, le viti a causa dell'esposizione a sud del ghiaccio non sempre sono ottime, le protezioni migliori le piazziamo su roccia, la colata è a tratti verticale, e in ogni lunghezza di corda c'è sempre una sezione esigente in cui è importante rimanere concentrati perché a quasi 4000 m di quota un errore potrebbe trasformarsi in qualche cosa di non facilmente risolvibile.

La relazione della salita da come materiale presente in parete solo le prime due soste, poi bisogna utilizzare all'occorrenza viti da ghiaccio, friend, nut o chiodi e arrampicare cercando la qualità migliore del ghiaccio che alterna la sua presenza a delle sezioni di roccia o di misto dove è richiesta un'esperienza completa che si differenzia di molto dalle più gettonate cascate invernali di fondo valle.

La salita procede regolarmente e arriviamo spediti alla biforcazione dove la relazione dice di seguire il ramo di sinistra, Daniele è già in quella direzione e mentre Davide lo assicura, io propongo a Claudio di salire diritti, il giorno precedente durante il mio sopralluogo avevo notato che la linea della goluotte proseguiva anche diritta e quindi di comune accordo decidiamo di andare a vedere cosa ci riserva  questo tratto del quale non abbiamo notizie di salite precedenti; ora il sole comincia a fare capolino e inondare di caldo la parte superiore della via, di conseguenza  il ghiaccio perde velocemente la consistenza e la neve si trasforma in acqua che cola lungo la parete!

Un breve tratto di ghiaccio delicato mi porta a una sezione di misto chiusa da un tettino dal quale scende acqua di fusione, sembra di essere sotto una doccia, cerco di salire velocemente ma nel giro di pochi minuti sono fradicio, piazzo un friend blu sotto il tetto e forzo l'uscita su rocce verglassate, salgo ancora qualche metro ma una corda si incastra in una fessurina conica e nonostante vari tentativi per liberarla sono costretto a fare sosta dopo venti metri e recuperare su una corda Claudio che imprecando sotto l'acqua velocemente mi raggiunge.

Ora anche a lui aspetta un tiro impegnativo, la goluotte sale obliqua a sinistra ed è larga non più di trenta centimetri, la sua vicinanza alla calda roccia l'ha resa infida e inaffidabile, le protezioni sono difficili da piazzare e purtroppo il friend blu precipita nel vuoto ma, fortunatamente Claudio riesce a sostituirlo con il giallo e a fare sosta dopo trenta metri quasi alla fine delle difficoltà.

Ormai siamo in pieno sole e parto subito per il tiro successivo, la neve è inconsistente e il ghiaccio è cotto, con qualche difficoltà riesco a proteggermi con un paio di micro friend su roccia, supero l'ultima sezione più ripida, ora la pendenza perde gradualmente l'inclinazione, le piccozze lavorano solo in appoggio e tutto il mio peso va a gravare sul piede dolorante che ora mi fa soffrire maggiormente, faccio sosta dopo 55 metri sotto un piccolo strapiombo al riparo dalle piccole scariche che ogni tanto scendono dall'alto. Si intuisce che il pendio superiore avrà presto fine, Claudio passa in testa, perdendolo di vista nel giro di pochi minuti lascio scorrere la corda fino alla fine e dopo aver smontato velocemente la sosta parto in conserva, e raggiungendolo in vetta alla Roccia Nera ci ricongiungiamo con Daniele e Davide.

Stretta di mano e foto di rito contenti ci avviamo in discesa lungo il ripido pendio della via normale che scende dalla cima, ora il mio dolore raggiunge il culmine e vengo presto distanziato dai miei compagni, restiamo comunque a vista fino a ritrovarci dopo circa venti minuti al bivacco a recuperare gli zaini per risalire senza perdere tempo verso la funivia che alle 15,45 effettuerà l'ultima discesa per Cervinia, se dovessimo perderla ci aspetterebbero ancora 1500 metri di dislivello in discesa e l'idea non ci entusiasma ! Resto ancora distanziato dai miei compagni che sono partiti a piedi, ma confido che dopo il colle del Breithorn riuscirò a raggiungerli sfruttando la velocità degli sci.

Arriviamo quasi insieme alla funivia con mezz'ora di anticipo, i miei compagni sono stanchi ma soddisfatti perché con questa salita hanno interrotto il ciclo negativo dovuto al mal tempo. Io dopo quasi due mesi di inattività lavorativa e personale mi siedo provato e dolorante, sento di poter ricominciare a pianificare lavoro e salite personali, questa iniezione improvvisa di montagna mi ha ricaricato nello spirito,  anche se le due giornate sono state il metro per capire che per adesso i "grandi" progetti dovranno aspettare ancora !

Relazione 

Via: “Ice Fresser " alla Roccia Nera

Apertura: G.C. Grassi e G. Fayolle agosto 1987

Ripetizione: Parolari Roberto Inselvini Claudio - Frialdi Daniele Maiolini Davide il 31/08/2014

Sviluppo: 450 m

Difficoltà max: WI 5 , M, III

Avvicinamento: da Cervinia con i tre tronconi della funivia fino a plateau Rosà, poi lungo le piste in direzione del piccolo Cervino per puntare poi al colle del Breithorn. Ora in diagonale stando alti e sotto i tre Breithorn si raggiunge il bivacco Rossi Volante a m. 3750 scendendo dall'alto su roccette per una trentina di metri, in alternativa si può scendere sempre sotto i Breithorn ma stando più bassi e in direzione del rifugio delle Guide della val d'Ayas e Polluce, puntare poi verso la porta nera e risalire poco dopo un pendio nevoso a sx e delle roccette finali in direzione del visibile bivacco. (ore 2,5)

Discesa: lungo la normale di Roccia Nera per un iniziale pendio ripido che si addolcisce fino ad arrivare in leggero obliquo a sx sopra il bivacco. (ore 0,20)

Materiale:  2 corde da 60 metri, 8 viti da ghiaccio medio/corte, serie di friend fino al 3 Camelot compresa la serie micro, qualche chiodo da roccia, nut.

Dettaglio tiri
lunghezza – difficoltà

Materiale sul tiro

Materiale in sosta

Note

1° tiro

50m

neve a 60°

ghiaccio a

85°

//

1 chiodo

1 nut

risalire il canale nevoso finoalla prima colonna di ghiaccio, superarla e quando la pendenza si abbatte andare a sx alla sosta. Sosta su roccia

2° tiro

55m

ghiaccio a

 70°

misto

neve a 50°

//

2 chiodi

Superare una strozzatura ghiacciata e per roccette portarsi sul pendio nevoso superiore fino alla sosta a dx. Sosta su roccia

3° tiro

55m

ghiaccio a

75°/80°

//

//

risalire il canale ghiacciato e spostandosi a sx affrontare il muro di ghiaccio andando a sostare a sx su una piazzuola prima che la colata si impenni

4° tiro

40m

ghiaccio a 85°

neve a 60°

//

//

attraversare a dx e poi salire diritti per superare il muro nel punto di miglior consistenza del ghiaccio (noi verso sx) e andare in obliqua a dx per pendio nevoso fino a fare sosta a dx quasi alla base della candela. Sosta su roccia

5° tiro

45m

ghiaccio a 90°

neve a 50°

//

//

affrontare direttamente la colata e andare a sostare al centro del canale che si biforca. sosta su roccia

6° tiro originale

55 m

ghiaccio 65°

neve 55°

misto

//

//

salire a sx su misto per infilarsi nel fondo ghiacciato di un diedro, poi con un paio di risalti di misto su raggiunge un piccolo anfiteatro dove si sosta. Sosta su roccia

7° tiro

originale

30 m

 

1 chiodo

//

proseguire diritti per pendio nevoso stando a dx e sfruttando una stretta fessura raggiungere la parte superiore. che diventa camino. Dopo andare a sostare a dx. Sosta su rioccia.

8° tiro originale

80 m

+

40 m

neve a 60°

//

//

Superare un risalto verticale di 4/5 metri di neve dura/ghiaccio nel fondo del diedro e proseguire per pendio nevoso fino a incrociare la traccia della normale di salita. Seguire il pendio nevoso fino alla vetta

6° tiro variante

25m

neve a 50°

ghiaccio a 80°

misto

//

//

salire su pendio nevoso a dx e affrontare il primo breve risalto di ghiaccio, entrare nel camino chiuso da un tettino e superarlo  portandosi sotto un piccolo strapiombo per sostare a sx. Sosta su roccia

7° tiro variante

30m

misto

ghiaccio a 75°

neve a 60°

1 chiodo

//

superare il breve muretto ghiacciato per prendere in obliquo a sx una stretta colata che con arrampicata delicata si supera per raggiungere il canale nevoso superiore sostando a sx. Sosta su roccia

8° tiro variante

55 m

ghiaccio a 75°

neve a 50°

//

//

superare il breve risalto di ghiaccio e seguire il pendio nevoso fino a sostare a sx sotto un piccolo strapiombino

9° tiro variante

80 m

neve a 50°

//

//

salire diritti sul pendio nevoso e spostarsi poi gradualmente verso sx fino alla cima

Download allegati: 

 

Roccia Nera via Ice Fresser Relazione

Roccia Nera via Ice Fresser Itinerario

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